Arci per il No al Referendum

I No che aiutano a crescere: la campagna di Arci per il No al referendum costituzionale

Arci ha lanciato la sua campagna per il No al referendum costituzionale No che aiutano a crescere. Le modifiche alla Costituzione volute dal governo diminuiscono la partecipazione, allontanano i cittadini dalle scelte politiche e dalla gestione del territorio e accentrano il potere nelle mani dell’esecutivo.

Arci Viterbo organizza il 28 novembre 2016 alle 18.00, al circolo Il Cosmonauta, un incontro con Vincenzo Vita per discutere le ragioni del No a una riforma sbagliata.
Partecipano:
Vincenzo Vita, Senatore
Marco Trulli, Presidente Arci Comitato Provinciale Viterbo
Enrico Mezzetti, Presidente Anpi Comitato Provinciale Viterbo

Vincenzo Vita
Senatore e presidente della Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico. È stato vicepresidente della 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) e membro della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

Questa riforma diminuisce la possibilità dei cittadini di dire la loro

Non siamo innamorati del bicameralismo perfetto, ma non possiamo accettare di non poter eleggere i senatori che saranno nominati tra i consiglieri regionali e i sindaci non si sa come, non si sa quando.

Portare da 50 mila a 150 mila il numero di firme necessario per presentare leggi di iniziativa popolare e rimandarne la discussione a successivi regolamenti parlamentari rischia di rendere vano un importante strumento di partecipazione dei cittadini.

Questa riforma allontana i cittadini dalle politiche regionali e dalla gestione del territorio

Riportare tra le competenze esclusive dello Stato molti ambiti dei quali prima si occupavano le Regioni rischia di allontanare i enti regione e dalle loro scelte.

La proposta è confusa e rischia di produrre maggiori contenziosi tra Stato e Regioni rallentando gli iter normativi. Non è chiaro come funzioneranno e cosa faranno gli “enti di area vasta”, che sostituiscono di fatto le Province, le quali verranno definitivamente abolite.

Questa riforma rischia di marginalizzare il ruolo delle opposizioni e allontanare i cittadini dal voto

L’elezione del Presidente della Repubblica, l’elezione di un terzo dei membri del Csm, la dichiarazione di guerra, l’approvazione della legge di amnistia e indulto rischiano di essere decise solo dal partito che vincerà le elezioni anche per colpa della legge elettorale “Italicum”. L’abnorme premio di maggioranza e i capolista bloccati, nominati dalla leadership dei partiti, determinano un sistema iper-maggioritario che non ci piace.

Questa riforma è nata male!

Anche a noi sarebbe piaciuto migliorare la nostra Costituzione ma la riforma proposta la rende più confusa, non più efficace, diminuisce di pochissimo i costi della politica a fronte di una preoccupante diminuzione del pluralismo e del protagonismo dei cittadini. Avremmo voluto che la riforma fosse il frutto di un percorso più condiviso, meno conflittuale, più coerente con i valori della carta costituzionale nata dalla Resistenza.

Scarica il materiale informativo

Dal sito di Arci nazionale è possibile scaricare il materiale informativo prodotto dall’Arci.

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